IL CENTRO RICERCHE MANDALA

                     

Il Centro Ricerche Mandala è la Mente del C.R.E.I. ; si occupa di ricerca a 360 gradi, a partire,dal’ insegnamento

e  dall'opera di Sri Aurobindo, e di Mirra alfassa, due grandi Maestri dell’umanità.                                                                                                                                                              

Iniziatori dello Yoga integrale e dell' Educazione  Integrale oltre che della Scuola del Libero Progresso,

sono stati i fondatori di Auroville la città dell’Aurora, in India, 

dove viene applicato il loro mirabile modello educativo. 

 

Il Centro ricerche è impegnato in modo particolare nello studio e pratica del modello mandala

come  strumento di sintesi e di trasmissione della conoscenza.

 

 


I MAESTRI

                         Sri Aurobindo

" La supermente o coscienza di verità è il prossimo traguardo dell'evoluzione. Lo spirito che si manifesta nell'universo progredisce a partire dalla materia incosciente, fino alla comparsa della vita, poi della mente, e finalmente al suo superamento, in una fase a venire in cui l'essere incarnato sarà un espressione divina completa e perfetta "  

Sri Aurobindo (1872-1950), uno dei massimi maestri spirituali dell'India del 900, nasce a Calcutta da padre medico; inviato a sette anni in Inghilterra perché riceva un educazione occidentale e laica, frequenta le migliori scuole inglesi, apprendendo il latino, il greco e diverse lingue europee tra cui l'italiano. ottenuto un incarico presso il maharaja di Baroda, fa ritorno in patria; studia il sanscrito e le principali lingue indiane, e inizia un instancabile attività politica fino a diventare una guida del movimento per l'indipendenza indiana. Verso i trent'anni si sposa e conosce uno yogin che gli insegna a trovare uno stato libero dal pensiero discorsivo; poi viene arrestato dagli inglesi, tenuto in isolamento per un anno, e infine assolto.

L'esperienza della prigione costituisce un passaggio definitivo dalla politica alla spiritualità. Nel 1910, Sri Aurobindo si reca a Pondicherry, allora colonia francese; dopo diversi anni di yoga ed evoluzione spirituale fonda la rivista Arya, su cui inizia a pubblicare le sue opere, ed elabora un metodo che definirà ' yoga integrale'. il numero di discepoli cresce fino alla formazione di un asram, nel 1926, anno in cui il maestro si ritira in isolamento, lasciando a Mirra Alfassa, da lui chiamata 'la Madre' , la direzione della comunità di discepoli.

Il Simbolo Di Sri Aurobindo

                         Mirra Alfassa

" La Verità è suprema armonia e suprema delizia.

Disordini e sofferenze sono falsità.

Questo mondo di miseria e di confusione è un mondo di falsità. 

Solamente un cambiamento di coscienza e la conquista della falsità possono trasformare le condizioni di questo mondo"

La Madre dell' Ashram di Sri Aurobindo, nata Mirra Alfassa il 21 febbraio del 1878 in Francia, era figlia di un banchiere di origine egiziana. Era al contempo pittrice, musicista e matematica provetta. Già dall'infanzia la Madre era spiritualmente cosciente. Aveva esperienze mistiche e possedeva poteri occulti. Nel 1914, prima di visitare l'India e incontrare Sri Aurobindo a Pondicherry, aveva praticato la disciplina e perfezionato la conoscenza dello yoga. Nel 1920 venne a stabilirsi permanentemente accanto a Sri Aurobindo, il suo compagno spirituale che la dichiarò come una manifestazione della Madre Divina, venuta per condurre l'umanità verso la luce e una coscienza nuove. Nel 1926 Sri Aurobindo  affidò alla Madre l'incarico di occuparsi dei discepoli. Grazie ai consigli della Madre, l'ashram prese forma e diventò un nucleo per la creazione di un mondo nuovo. Più tardi, durante la seconda guerra mondiale la Madre fondò il Centro Internazionale di Educazione Integrale Sri Aurobindo come nuova attività dell' Ashram e nel 1968 Auroville, la città dell' aurora a qualche chilometro da Pondicherry, come esperimento per l'instaurazione dell'unità umana. La Madre Ha lasciato il corpo il 17 novembre 1973. Il suo lavoro prosegue

Il Simbolo di Mere



LE BASI DELL'EDUCAZIONE INTEGRALE

Il Centro internazionale di Educazione  (dalla scuola materna fino ai corsi universitari) è stato fondato dalla Madre; è la concretizzazione di ciò che Sri Aurobindo considerava come uno dei mezzi migliori per preparare l'umanità a manifestare sulla terra un coscienza divina nella vita; il centro si è sviluppato sino al livello universitario, anche se differisce sotto molti aspetti da ciò che si considera in generale un università. Infatti l'insegnamento, come viene qui concepito, ha cinque obbiettivi, poiché per essere completa deve avere cinque aspetti principali che riguardano le principali attività dell'essere umano: Fisica, Vitale, mentale, Psichica e spirituale. L'educazione come viene impartita agli allievi del centro consiste dunque nel coltivare e sviluppare questi cinque aspetti poiché, presi nel loro insieme, essi costituiscono la perfezione integrale..........

Le basi dell'educazione integrale sono state trasmesse in una breve ma esaustiva opera della Madre tradotta anche in italiano col titolo Educare se stessi


L'EVOLUZIONE SECONDO SRI AUROBINDO

Ciò che noi chiamiamo evoluzione
è un'evoluzione di coscienza, un'evoluzione dello Spirito nelle cose
che, esteriormente, non è altro se non un'evoluzione della specie.

Sri Aurobindo - Réponses - Spiritualités Vivantes - Ed. Albin Michel



L'Evoluzione 

Pubblicato per la prima volta nella rivista Arya, 1915; titolo originale: Evolution; in SABL, vol. 20, “The Supramental Manifestation ”, by Sri Aurobindo Ashram – Pondicherry (India); diffusion by SABDA.

Che cos’è nel suo principio e nel suo fine la forza di evoluzione e come opera nel mondo?

La teoria dell’evoluzione è stata la nota dominante del pensiero del diciannovesimo secolo. Essa ha influenzato non solo la scienza e l’attitudine del pensiero, ma ha influenzato potentemente il suo temperamento morale, la sua politica e la sua società. Senza di essa non si sarebbe potuta verificare la completa vittoria della concezione materialistica della vita e dell’universo, che è stata la caratteristica principale dell’età che ora sta tramontando – una vittoria che per un certo tempo si considerava definitiva – né gli importanti effetti collaterali del grande cambiamento rappresentato dal fallimento dello spirito religioso e dal venir meno delle credenze religiose. Nella società e nella politica la teoria evoluzionistica ha sostituito l’idea morale del progresso e la conseguente materializzazione delle idee e del progresso sociali, la vittoria dell’uomo economico nei confronti dell’idealista. Il dogma scientifico dell’ereditarietà, la teoria della recente emersione dell’animale umano pensante, la nozione popolare dell’onnipervadente battaglia per la vita e lo stimolo che è stato dato ad un esagerato sviluppo dell’istinto competitivo, l’idea dell’organismo sociale e lo stimolo che è stato dato allo sviluppo contrastante del socialismo economico, la crescente vittoria dello Stato organizzato o della collettività al di sopra dell’individuo libero – tutte queste tendenze scaturiscono dalla stessa sorgente.

La visione materialistica del mondo sta rapidamente collassando e con essa la concezione materialistica della teoria evoluzionistica deve sparire. Il pensiero moderno Europeo progredisce con una rapidità vertiginosa. Se esso è Teutonico nella sua fedeltà all’osservazione e nella sua tendenza alla sistematizzazione laboriosa, possiede anche un altro aspetto, Celtico–Ellenico, un aspetto di plasticità, di mobilità, di disponibilità al cambiamento rapido, di insaziabile curiosità. Questo aspetto non permette allo stesso pensiero, allo stesso sistema di esercitare a lungo un'egemonia incontrastata; ha fretta di rimetterlo in discussione, di sfidarlo, rigettarlo, rimodellarlo, scoprire nuove ed opposte verità, avventurarsi in altri esperimenti. Al presente lo spirito del rimettere in discussione non ha attaccato la teoria dell’evoluzione nel suo centro, ma si prepara con molta evidenza a dare ad essa un’altra forma e un altro significato.

L’idea generale dell’evoluzione è la filiazione di ogni forma o stato successivo delle cose da quello che li precede, il suo apparire mediante un processo di auto–svelamento o dispiegamento di qualche possibilità preparata ed anche determinata da stati e tendenze precedenti. Non soltanto una forma contiene il seme della forma che la riproduce, ma anche il seme della possibile nuova forma che modifica la precedente. Con una progressione successiva un sistema–mondo si evolve da una nebulosa, un pianeta abitabile sorge da un sistema inabitabile, la vita protoplasmatica emerge mediante un processo sconosciuto dalla Materia, l’organismo più sviluppato nasce da quello meno sviluppato. Il pesce è il discendente dell’insetto, il bipede e il quadrupede si ricollegano al pesce, l’uomo è un quadrupede del genere della Scimmia che ha imparato a camminare eretto su due gambe e ha liberato se stesso da caratteristiche inadatte al suo nuovo modo di vita e di sviluppo. La Forza nella Materia è una Divinità sconosciuta che ha elaborato questi miracoli mediante il suo principio inerente di adattamento naturale ed agisce nell’organismo mediante un ulteriore meccanismo ereditario; per selezione naturale quelle specie che riproducono nuove caratteristiche si sviluppano grazie all’adattamento all’ambiente e a ciò che favorisce la sopravvivenza, tendono a propagarsi e a permanere; altre vengono meno nella corsa della vita e scompaiono.

Queste erano una volta le idee principali; ma qualcuna di esse, e non le meno importanti, sono messe in discussione. L’idea della lotta per la vita tende ad essere modificata e anche negata; è stato detto, per lo meno nella comprensione popolare, che non fa realmente parte del Darwinismo. Questa modificazione è una concessione a risorgenti tendenze moralistiche ed idealistiche che cercano un principio di amore, di bene, oltre ad un principio di egoismo alle radici della vita. Altrettanto importante è la conclusione sul fenomeno di ereditarietà alla quale arrivano certi ricercatori, secondo i quali le caratteristiche acquisite non vengono trasmesse alla posterità ; così come è importante la teoria che si tratta principalmente di predisposizioni non ereditate; poiché mediante queste modificazioni il processo di evoluzione comincia a mostrare un aspetto meno materiale e meccanico; la sua sorgente e la sede del suo potere dinamico si spostano verso ciò che è meno materiale, e più psichico nella Materia. Infine, la primitiva idea di un’evoluzione lenta e graduale è stata messa in discussione da una nuova teoria dell’evoluzione mediante improvvisi e rapidi salti; ancora, si va oltre la concezione di un ovvio e superficiale meccanismo e di una necessità materiale deterministica, per andare verso profondità i cui misteri devono ancora essere sondati.

In se stesse tuttavia queste modifiche non sarebbero radicali. La loro importanza sta nel sincronismo con il risorgere di nuove forme e di vecchie idee che erano state sommerse dall'onda materialistica, teorie di vitalismo, tendenze di pensiero idealistiche, che si supponevano travolte dalla marcia della scienza fisica, adesso risorgono e disputano il campo, e trovano la loro spiegazione in ogni cambiamento di generalizzazione scientifica che apre la strada alla loro espansione e riasserzione.

Sotto quale aspetto è allora possibile che la teoria dell'evoluzione venga ritenuta deficitaria dal più ampio e complesso pensiero del futuro? E di conseguenza costretta a subire essenziali cambiamenti?

In primo luogo la teoria materialistica dell'evoluzione ha origine dalla posizione Sankhya secondo la quale tutto il mondo è uno sviluppo che emerge da una Materia indeterminata per azione della Natura–Forza. Ma esso esclude la Causa silente del Sankhya, il Purusha o Anima che osserva e riflette. Di conseguenza essa concepisce il mondo come una sorta di macchina automatica che si è in qualche modo trovata ad essere. Nessuna causa intelligente, nessuno scopo, nessuna ragione d'essere, ma semplicemente uno sviluppo automatico, una combinazione, un'auto-adattamento dei mezzi al fine, senza nessuna consapevolezza o intenzionalità nell'adattamento. Questo è il primo paradosso nella teoria, e la sua giustificazione deve essere schiacciante e decisiva per poter essere accettata definitivamente dalla mente umana.

Ancora: se la Forza nella Materia indeterminata senza nessuna Anima Cosciente è l'inizio e la sostanza delle cose, allora la Mente, la Vita e la Coscienza possono essere soltanto sviluppi della Materia, e anche soltanto operazioni della Materia. Esse non possono per niente essere cose in se stesse, differenti dalla Materia o in nessun grado indipendenti da essa. Questo è il secondo paradosso e il punto nel quale la teoria è crollata. Sempre più il cammino della conoscenza conduce verso la visione che Mente Vita e Coscienza sono forme diverse di Forza, ciascuna con le sue proprie caratteristiche e il suo proprio metodo di azione, ciascuna interagente con le altre e in grado di arricchire la sua forma per mezzo di questo contatto.

È anche iniziata a spuntare l'idea che la creazione non sia singola ma triplice – Materiale, Vitale e Mentale. Essa potrebbe essere considerata come composta di tre mondi che si interpenetrano l'uno nell'altro. Veniamo così riportati alla vecchia idea Vedica del triplice mondo nel quale viviamo. Possiamo quindi ragionevolmente prevedere che, quando le sue operazioni sono esaminate da questo nuovo punto di vista, sarà giustificata la vecchia conoscenza Vedica che è una sola Legge e Verità che agisce in tutte, ma formulata in modo molto differente a seconda dell'ambito nel quale il lavoro procede e del suo principio dominante. Gli stessi dei esistono su tutti i piani e mantengono le stesse leggi essenziali, ma con un diverso aspetto e modo di operare e con risultati sempre più ampi.

Se questa è la verità, allora l'azione dell'evoluzione deve essere diversa da quella che si supponeva. Per esempio, l'evoluzione della Vita nella Materia deve essere stata prodotta e governata non da un principio materiale ma da un principio di vita che opera dentro e sopra le condizioni della Materia e che applica ad essa le sue proprie leggi, impulsi e necessità.

Quest'idea di una vita possente, diversa dal principio materiale, che opera in esso e al di sopra di esso, ha iniziato a dominare il pensiero avanzato in Europa. L'altra idea di una Mente ancora più potente, che opera sulla vita e al di sopra di essa, non si è ancora fatta sufficientemente strada perché l'investigazione delle leggi della Mente è ancora nella sua brancolante infanzia.

Ancora, la teoria materialistica suppone una rigida catena di necessità materiale; in essa ogni condizione antecedente è una coordinazione di molte forze e condizioni manifeste, ogni condizione che ne risulta è il suo risultato manifesto. Ogni mistero, ogni elemento dell'incalcolabile scompare. Se possiamo analizzare completamente le condizioni antecedenti e scoprire la legge generale, possiamo essere sicuri dei risultati conseguenti, come nel caso di un'eclissi o di un terremoto. Poiché tutto è manifestazione, che è il risultato logico di una precedente manifestazione. Ancora una volta la conclusione è troppo semplice e troppo netta. Il mondo è più complesso. Oltre alle cause manifeste ci sono quelle non–manifeste o latenti, e non soggette alla nostra analisi. Questo elemento cresce man mano che saliamo la scala dell'esistenza, la sua azione è più forte nella Vita che nella Materia, più libera nella Mente che nella Vita. Il pensiero europeo tende già a premettere dietro ad ogni attività manifesta un non–manifesto, chiamato a seconda delle predilezioni intellettuali Incosciente o Subcosciente, che contiene di più e in modo inafferrabile per noi conosce di più e vede più dell'esistenza di superficie. Ciò che è manifesto emerge costantemente da questo Non–manifesto.

Di nuovo torniamo ad un'antica verità già conosciuta dai saggi Vedici – l'idea di un incosciente o subcosciente oceano dell'essere, l'oceano del cuore delle cose dal quale si formano i mondi. Ma i Veda postulano anche un supercosciente che governa e dà origine, che spiega l'apparire di una coscienza–conoscenza nascosta che pervade le operazioni di evoluzione e che costituisce la Legge e la Verità autonomamente agente dietro di esse.

La teoria dell'evoluzione materialistica ha portato naturalmente all'idea di una progressione lenta e graduale in linea retta. Essa ammette regressioni, atavismi, balzi e zigzag che deflettono la linea retta, ma questi devono essere necessariamente subordinati, scarsamente visibili, se calcoliamo in ere anziché in più brevi periodi di tempo. Anche qui la conoscenza più completa contrasta con le nozioni apprese. Nella storia dell'uomo ogni cosa sembra indicare alterazioni di rilievo, ere di progressione, ere di regressione; il tutto costituisce un'evoluzione che è ciclica piuttosto che in linea retta. Una teoria dei cicli della civiltà umana è stata avanzata e possiamo arrivare alla teoria dei cicli evolutivi umani, i kalpa e i manvantara della teoria indù. Se la sua affermazione di cicli dell'esistenza umana è lontana dall'essersi affermata ciò è dovuto al fatto che essi devono essere così estesi nei loro periodi da sfuggire non solo a tutti i nostri mezzi di osservazione ma anche a tutti i nostri mezzi di deduzione e di inferenza esatta.

Invece di lenti e sicuri minuti passaggi, adesso si suggerisce che i nuovi passi nell'evoluzione sono piuttosto avvenuti grazie a balzi improvvisi, emersioni per così dire improvvise di ciò che si manifesta dal non–manifestato. Potremmo forse dire che la Natura, preparandosi lentamente dietro il velo, lavorando un po' in avanti e un po' indietro, arriva un giorno alla combinazione di circostanze esteriori che le rende possibile far apparire la sua nuova idea in una forma realizzata improvvisamente, con violenza, con un sorgere glorioso di un progresso rapido. E questo spigherebbe l'economia delle sue stasi, il riapparire di cose scomparse da lungo tempo. Essa mira a certi risultati immediati e per arrivarci più rapidamente e in modo completo sacrifica molte delle sue manifestazioni e le getta indietro nel non–manifesto, nel sub–cosciente. Ma non ha finito con queste e se ne servirà ad un altro stadio per un ulteriore risultato. Di conseguenza le riprende nuovamente ed esse riappaiono in nuove forme e in altre combinazioni, agendo per nuovi scopi. Così avanza l'evoluzione.

E i suoi mezzi materiali? Non la lotta per la vita soltanto. La vera legge – viene suggerito adesso – è piuttosto l'aiuto reciproco o per lo meno un accomodamento reciproco. La lotta esiste, la distruzione reciproca esiste, ma come movimento subordinato, un accordo di sottofondo, e diventa acuta soltanto quando il reciproco accomodamento fallisce e deve essere fatto spazio ad un nuovo tentativo, una nuova combinazione.

Il propagarsi delle caratteristiche acquisite tramite l'ereditarietà è stato troppo frettolosamente e definitivamente asserito; e adesso è forse in pericolo di essere negato troppo sommariamente. Non la Materia soltanto, ma la Vita e la Mente che lavorano sulla Materia aiutano a determinare l'evoluzione. L'ereditarietà è soltanto un'ombra materiale della riproduzione dell'anima, della rinascita di Vita e Mente in nuove forme. Ordinariamente, come fattore costante o base, c'è la riproduzione di ciò che era già evoluto; poiché, affinché le nuove caratteristiche siano propagate nelle specie, esse devono essere state accettate, ricevute, sanzionate nei mondi vitale e mentale. Soltanto allora esse possono automaticamente essere riprodotte dal seme materiale. Altrimenti esse sono acquisizioni private e personali e vengono riportate nella cassaforte, nel tesoro del subcosciente, non entrano a far parte del patrimonio di famiglia. Quando il mondo della mente e della vita sono pronti essi vengono versati liberamente in recipienti adatti. Ecco perché è la predisposizione ad essere ereditata principalmente. La forza psichica e vitale viene dapprima impressa nel principio materiale; quando è questo è stato fatto su scala sufficiente essa è pronta per una generale e nuova partenza e compare una ereditarietà modificata.

Così l'intera visione dell'Evoluzione comincia a cambiare. Invece di un'evoluzione meccanica, graduale, rigida dalla Materia indeterminata per mezzo della Natura–Forza ci muoviamo verso la percezione di un'evoluzione conscia, plastica, flessibile, intensamente sorprendente e costantemente drammatica operata da una Conoscenza super–cosciente che rivela le cose nella Materia, Vita e Mente facendole emergere dall'insondabile Incosciente dal quale esse sorgono.


L'ASHRAM DI PONDICHERRY IN INDIA

"L' Ashram è stato fondato per essere la culla del mondo nuovo "

 

L' Ashram ha avuto un'espansione organica, è l'espressione naturale e crescente degli ideali di Sri Aurobindo e della Madre.

quando Sri Aurobindo giunse a Pondicherry nel 1910, alcuni dei suoi compagni, di politica e di vita, a poco a poco lo raggiunsero mettendosi così a vivere tutti insieme come membri di una famiglia. Dopo il ritorno definitivo della Madre nel 1920, il numero dei discepoli salì progressivamente e si venne di conseguenza a costituire una vita collettiva. Inizialmente composto da qualche edificio a poco a poco si è sviluppato in ogni direzione. Il punto centrale della comunità è un gruppo di edifici uniti fra loro in un solo blocco costituiscono l'Edificio principale o Ashram. Attraverso i secoli, in India, questa parola è diventata sinonimo di monastero, o di convento per reclusi e per asceti; ma non era così all'origine, all'epoca dei Veda, delle Uppanishad e delle grandi opere letterarie del MahaBharata e del Ramayana. Il sannyasa, o ascetismo, come normalmente lo si intende, non fumai accettato da Sri Aurobindo e non fu mai parte del suo Yoga, e il suo Ashram differisce notevolmente dell'idea che in genere ad esso si associa, i suoi membri non sono sannyasi, non indossano abiti arancioni e non praticano alcun rigoroso ascetismo; Sono dei Sadak, dei ricercatori e degli aspiranti in cerca di una vita fondata sulla realizzazione spirituale e il loro ideale è quello di realizzare la Vita Divina sulla terra. Sri Aurobindo e Mere ,  accettando con se dei discepoli uomini e donne, davano la possibiltia di praticare il loro Yoga integrale sotto la propria immediata direzione. Venivano accettati solo coloro che, sentivano un richiamo interiore per il Divino. La disciplina è innanzitutto interiore e consiste in una sommissione progressiva di se stessi al Divino. Meditazione, concentrazione, lavoro, sevizio, tutto viene utilizzato come mezzo per perfezionarsi. per funzionare una comunità così vasta esige un lavoro e un impegno sostenuti da parte di tutti isuoi membri. " Lavorare per il Divino è pregare con il corpo" diceva la Madre. Ognuno accetta il lavoro che gli viene assegnato in funzione delle sue capacità e delle sue aspirazioni, tenendo conto di bisogni della comunità; per ognuno è un occasione per imparare a servire senza egoismo, tendere alla perfezione e farne un offerta al Divino. Non esiste nessuna gerarchia nel lavoro, nè dirigenti, ne subalterni. Non sono tanto le capacità dell'individuo che contano, ma la coscienza e lo spirito con il quale questi svolge il suo lavoro. In tutti i settori della vita dell' Ashram, vi è una perfetta uguaglianza tra uomini e donne. L'allenamento e il perfezionamento del corpo occupano un ruolo importante e gli ashramiti possono perciò seguire un programma di educazione fisica  predisposto secondo le indicazioni della Madre. " siamo qui per porre le fondamenta di un mondo nuovo. Tutte le virtù e le abilità necessarie per ottenere risultati in atletica sono esattamente le medesime che l'uomo deve possedere fisicamente per essere capace di ricevere e di manifestare la Forza Nuova". le regole di vita sono assi poche. Chi viene accettato deve osservare la disciplina seguente: a) non fumare, b) non bere alcolici, c) non occuparsi di attività politica, d) astenersi dall'avere rapporti sessuali.

I Servizi dell' Ashram:

Alimentazione e agricoltura, Manutenzione degli edifici e dei veicoli, abbigliamento e prodotti vari, Servizi medici, Servizi di accoglienza, Pubblicazioni, Attività culturali.

i Prodotti dell' Ashram:

 incensi, profumi, mobili, cuoio, batik, carta pregiata, stoffe, oggetti in acciaio inossidabile, ricami e dipinti su stoffa ecc.

 

 

Testo tratto da "SriAurobindo e il suo Ashram"


AUROVILLE LA CITTA' DELL'AURORA

 Un Sogno

Dovrebbe esserci in qualche angolo della Terra un luogo di cui nessuna nazione abbia il diritto di dire: “ E' mio ”. Un luogo dove ogni uomo di buona volontà, con una sincera aspirazione, possa liberamente vivere come cittadino del mondo obbedendo ad una sola autorità, quella della Verità Suprema. Un luogo di pace, di concordia, di armonia, dove gli istinti combattivi dell'uomo siano utilizzati esclusivamente per vincere la causa delle sue miserie e della sua sofferenza, per superare la debolezza e l'ignoranza, per trionfare sui propri limiti e sulle proprie incapacità. Un luogo dove i bisogni dello spirito e la ricerca del progresso prevalgano sul soddisfacimento dei desideri e delle passioni, sulla ricerca del piacere e del godimento materiale. 


In questo luogo i bambini potrebbero crescere e svilupparsi integralmente senza perdere il contatto con la loro anima; l'istruzione sarebbe data non per superare esami od ottenere diplomi e sistemazioni, ma per arricchire le facoltà esistenti e farne nascere di nuove. In questo luogo i titoli e le posizioni sarebbero sostituiti da occasioni per servire ed organizzare; si provvederebbe in ugual misura ai bisogni di ognuno e la superiorità intellettuale, morale e spirituale si tradurrebbe nell'organizzazione, non in maggior piacere e potere, ma in maggiori doveri e responsabilità. La bellezza in tutte le forme artistiche (pittura, scultura, musica e letteratura) sarebbe a tutti ugualmente accessibile, essendo la facoltà di partecipare alle gioie che essa dà limitata unicamente dalla capacità di ciascuno e non dalla posizione sociale o finanziaria.

Ciò perché in questo luogo ideale il denaro non sarebbe più il padrone sovrano; il valore personale avrebbe un'importanza infinitamente superiore a quello della ricchezza e della posizione sociale. Il lavoro non sarebbe un mezzo per guadagnarsi la vita, ma il mezzo per esprimere e sviluppare le proprie capacità e possibilità, servendo contemporaneamente l'insieme del gruppo che, da parte sua, provvederebbe alle necessità della esistenza e al campo d'azione di ognuno.

In sintesi, sarebbe un luogo in cui le relazione fra gli esseri umani, che di solito sono quasi esclusivamente basate sulla concorrenza e la competizione, sarebbero sostituite da sentimenti di emulazione, di collaborazione e di reale fraternità.

.


Il sogno diventa realtà


LA CARTA DI AUROVILLE

28.2.1968

1. Aurovile non appartiene a nessuno in particolare. Auroville appartiene all'umanità nel suo insieme. Ma per vivere ad Auroville bisogna essere il servitore volontario della Coscienza Divina.

2. Auroville sarà il luogo dell'educazione senza fine, del progresso costante e della giovinezza senza vecchiaia.

3. Auroville vuole essere il ponte fra il passato e il futuro. Valendosi di tutte le scoperte esetriori ed interiori, essa vuole lanciarsi arditamente verso le realizzazioni future.

4. Auroville sarà un luogo di ricerche materiali e spirituali per dare un corpo vivo ad una concreta Unità Umana

Auroville è situata a 10 Km. a nord di Pondicherry. Il clima è subtropicale. Il piano originale di Auroville, presentato sopra,fu concepito nel 1968. Esso ci dà delle indicazioni sgli orientamenti da seguire nell'eduficazione della città, ma non rappresenta un piano rigido poicè esso si evolve in funzione della crescita di Auroville, rispettando però sempre il progetto di base: la galassia.

Auroville è pianificata per raccogliere 50.000 abitanti, numero che è considerato sufficente per permettere che l'esperimento di unità umana si sviluppi nella sua piena dimensione. Il piano originale viene costantemente riesaminato, sia da coloro che sostengono una crescita naturale ed organica, sia da coloro che sono fautori di una libera crescita all'interno di alcune linee direttive.

Auroville è una citta di forma concentrica con un diameyto di 2,4 Km. Al centro si trova il Matrimandir, una struttura sferica che contiene una camera per la concentrazione, al centro della quale sta un globo di cristallo di 70 cm. Il concetto globale della città prevede 4 zone : culturale, industriale, internazionale e residenziale. Esso rispecchia fedelmente quanto disse la Madre e rappresenta i 4 aspetti essenziali della vita di Auroville: cultura ed educazione, amministrazione e produzione, padiglioni internazionali, abitazioni e vita comunitaria. All'inizio del 1995 gli abitanti di Auroville erano 1100, suddivisi in 80 comunità e rappresentanti 31 nazioni,  nel 2008 erano più di 2000.


Le attività principali

Un esperimento unico

Fin dalla sua nascita, Auroville è stata impegnata in una vasta gamma di attività, in gran parte di significativo successo, nei campi di:

Auroville
Ieri
Oggi
Domani
  • Arte e Cultura
  • Agricoltura Ecologica
  • Ricerca sull'educazione
  • Rigenerazione ambientale
  • Artigianato e piccola industria
  • Assistenza sanitaria
  • Tecnologie innovative delle costruzioni
  • Piano urbanistico integrato
  • Energie rinnovabili
  • Sviluppo rurale

Il 28 febbraio 1968, giovani che rappresentavano 124 nazioni (Italia compresa) e tutti gli stati dell'India mettevano un pugno di terra del loro paese di origine in un'urna a forma di loto come gesto simbolico di unità umana: nasceva così Auroville, la prima città internazionale e universale dedicata alla pace, all'unità umana e alla trasformazione planetaria. Quel giorno la Madre, collegata via telefono al luogo della cerimonia, trasmetteva il suo messaggio a tutti i presenti e, simbolicamente, a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà della terra.
Durante l'enunciazione, prima della chiusura, veniva deposta nell'urna la Carta di Auroville scritta dalla Madre a mano in francese.


Sviluppo urbano e rurale integrato 

Un esperimento unico

Situata in una zona rurale e povera  del Tamil Nadu, India del Sud, la città di Auroville è circondata da 13 villaggi con una popolazione di circa 40.000 persone, di cui circa 5.000 sono impiegati nei vari ambiti in Auroville. Lo sviluppo urbano della città, come previsto nel Master Plan, il Piano regolatore di Auroville approvato dal Governo Indiano, tiene conto del benessere dei suoi vicini  per lo più contadini. Come tale, Auroville non è solo uno stimolante momento di incontro tra culture e nazioni diverse provenienti da Oriente e da Occidente, ma è anche un singolare esperimento  ed un motore per lo  sviluppo integrato, che riunisce insieme la tecnologia e le risorse del Nord industriale con il Sud agrario.



La città "universo" - Un laboratorio vivente per il mondo

Un esperimento unico

Grazie alla sua posizione, alla particolare concezione e alle modalità di funzionamento, Auroville è come un microcosmo sintetico del mondo, che incorpora tutti i principali problemi dell'umanità odierna che hanno bisogno di essere affrontati. L'esplosione demografica, il degrado ambientale,  le disparità economiche, la scarsità d'acqua, l'inquinamento dell'aria, il rumore e il traffico, più la perdita dei valori culturali sono solo alcuni esempi dei problemi, che,  combinati, hanno oggi creato una crisi globale che minaccia la sopravvivenza stessa della specie umana. In questo contesto, Auroville è un laboratorio vivente e dinamico in cui, su molti fronti, modelli replicabili e sperimentabili, soluzioni ardite ed fuori dalla consuetudine umana sono in corso di elaborazione ad immediato vantaggio delle zone circostanti, dell'India ed infine del mondo intero.



Impegno volontario

Un esperimento unico

La visione di Auroville  si basa sull'orientamento di un futuro ecologico, su valori sociali, economici e spirituali. I suoi abitanti partecipano liberamente  a questo esperimento come volontari, che dedicano il loro lavoro e la loro vita agli ideali che Auroville rappresenta. Tutti i beni immobili, quali terreni, abitazioni, aziende agricole, foreste, imprese, ecc, non sono proprietà dei residenti ma sono da questi tenuti in custodia per "l'umanità nel suo insieme". 
Secondo le parole del compianto ambientalista americano David Ross Brower conosciuto quale fondatore di Sierra Club Foundation - Friends of the Earth -League of Conservation Voters - Earth Island Institute: "Auroville si pone come uno dei modelli più coraggiosi e di speranza  che scaturisce nel momento in cui si vede ciò che è possibile realizzare quando la volontà umana e lo spirito si uniscono in un'azione comune. "



Supporto internazionale

Un esperimento unico

Auroville ha ricevuto l'approvazione unanime dell'Assemblea Generale dell'UNESCO nel 1966, 1968, 1970 e 1983, e più recentemente ha ricevuto un ulteriore riconoscimento UNESCO alla fine del 2007, in occasione del suo 40° anniversario della fondazione. Organizzazioni governative e non governative in India e all'estero hanno finanziato vari programmi. Donazioni sono state elargite da agenzie di finanziamento Europee e degli Stati Uniti, dai  Centri internazionali Auroville e da  ​​sostenitori privati di varie parti del mondo. Gli stessi abitanti di Auroville hanno offerto al progetto il loro importante contributo in energia e nelle personali risorse finanziarie.



Status giuridico

Un esperimento unico

Nel 1988, il governo indiano ha riconosciuto per legge la Fondazione Auroville alfine di salvaguardare il futuro sviluppo di Auroville come città internazionale sulla base della Carta dei Principi ispiratori dettati dalla Madre. Ai sensi di questa legge, è stato creato l'Ente autonomo Fondazione Auroville,  con un consiglio di amministrazione, International Advisory Council, e l'Assemblea dei residenti.
Nella presentazione della legge al Parlamento indiano, P. Shiv Shankar, l'allora ministro indiano per lo Sviluppo delle Risorse Umane, osservò: "Auroville deve essere considerata una visione dalle grandi potenzialità che potranno essere un enorme servizio per il nostro paese e il mondo intero."



Tecnologie appropriate delle costruzioni

Un esperimento unico

Office of Auroville Building Centre Auroville ha esperienza pratica nella ricerca e nell'applicazione di tecnologie costruttive appropriate e convenienti. Ad Auroville sono utilizzate e sperimentate più di una dozzina di differenti tecniche costruttive che vengono poi diffuse a livello locale dagli architetti residenti.
Auroville ha maturato una considerevole esperienza, ricevendo il riconoscimento nazionale, soprattutto nel settore della costruzione con la terra e la tecnologia del ferro-cemento. The Auroville Building Centre, il Centro costruzioni Auroville, punto focale della tecnologia in ferro-cemento e blocchi di terra compressa fa parte di una rete nazionale di oltre 500 centri di costruzione di tutta l'India, avviate dalla CorporationHousing and Urban Development of India (HUDCO).

Il centro offre regolari programmi di formazione per muratori, supervisori dei siti, appaltatori, ingegneri e architetti. Offre inoltre consulenza, progettazione degli edifici, supervisione dei siti in costruzione, per l'utilizzo di questa tecnologia costruttiva adeguata, economica ed efficace, sia in India che all'estero.

Il simbolo di Auroville

"Auroville vuole essere una città universale dove uomini e donne di tutte i paesi siano in grado di vivere in pace e in progressiva armonia, al di sopra di tutti i credo, di tutte le politiche e tutte le nazionalità. Lo scopo di Auroville è realizzare l'unità umana."